Rebirth

Rebirth

Rebirth è scritto e diretto da Karl Mueller; disponibile su Netflix. Uscito nel 2016.

E’ un thriller psicologico che propone spunti di riflessione su come gruppi di natura ambigua, religiosi o meno, siano in grado di fare leva sulle vulnerabilità di persone che diventano vittime delle proprie debolezze e del desiderio di dare un senso alla propria vita.

Il protagonista del film è Kyle, un giovane padre di una splendida figlia, felicemente sposato con una donna meravigliosa. Lavora come responsabile social media di una banca; attività che consiste nel creare e gestire identità fasulle per scrivere dei messaggi sui social per promuovere i servizi della banca stessa. Una vita monotona composta sempre dalla stessa routine.

Improvvisamente arriva in città Zack, un vecchio amico un po’ pazzo dei tempi college che propone a Kyle un’esperienza nuova che non può rifiutare e che soprattuto lo porterà alla sua rinascita; un weekend all’insegna del ricongiungimento con se stessi e le proprie energie interiori, dall’eloquente nome “Rebirth“.

Kyle decide di provare l’esperienza proposta da Zack, ritrovandosi tuttavia coinvolto in un labirinto fisico e psicologico fatto di sollecitazioni sensoriali ed emotive per lo più disturbanti, un luogo ambiguo e surreale dal quale, nonostante le continue rassicurazioni di uno staff che appare sempre più schizofrenico, risulta quasi impossible scappare.

Un film decisamente brutto, confuso, con un susseguirsi di scene praticamente disconnesse una dall’altra e quasi prive di senso. Un finale che lascia l’amaro in bocca per la sua banalità e ti fa pensare alle mille interpretazioni che può avere la vecchia e buona catena di S.Antonio. Vedere questo film è come vedere la versione pazza della storia della setta di Herbalife.

Tuttavia il susseguirsi di strane situazioni che mettono a dura prova il protagonista da un punto di vista fisico e soprattutto psicologico, potrebbe essere visto simbolicamente come metafora della vita che pone delle scelte legate alla nostra persona e alla nostra filosofia di vita.

Sconsigliato.

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