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Air I custodi del risveglio

“Dai produttori di The Walking Dead“; così recita la locandina originale… e mi aspettavo qualcosa di decisamente migliore.

Air I custodi del risveglio” vede nei panni di uno dei due protagonisti Norman Reedus, meglio conosciuto dal grande pubblico televisivo per l’iconico ruolo di Daryl Dyxon nella popolare serie.

A fargli compagnia in quest’esordio dietro la macchina da presa di Christian Cantamessa, troviamo Djimon Hounsou, dai più ricordato quale fido compagno di Massimo Decimo Meridio ne Il gladiatore (2000).

Gli attori interpretano due tecnici che, in un futuro in cui una catastrofe nucleare ha reso la superficie invivibile, devono badare, in una struttura sotterranea, alla sopravvivenza dei pochi individui rimasti in vita, mantenuti in stato criogenico a tempo indeterminato fino a quando la Terra non tornerà vivibile. Cartwright e Bauer, questi i due operatori, passano loro stessi lunghi periodi in uno stato dormiente per risvegliarsi ogni sei mesi al fine di controllare l’atteso miglioramento delle condizioni del Pianeta.

Una trama non nuova al cinema di fantascienza quella collegata all’utilizzo del sonno criogenico. “Air I custodi del risveglio” aveva perciò le carte in regola per risultare frescO e originale ma le cose non sono andate propriamente per il verso giusto, consegnandoci un appena discreto thriller il cui peggior difetto è una costante monotonia.

Compaiono solo tre attori e tutti gli spunti di potenziale interesse su questo mondo devastato finiscono in secondo piano rispetto al rapporto di rispetto/rivalità tra i due protagonisti, la cui amicizia viene messa in discussione da segreti e inaspettati tradimenti, in una vera e propria corsa contro il tempo prima che la quantità d’aria necessaria alla sopravvivenza finisca.
Un countdown tiene infatti informati i due uomini su quanto debba durare il loro periodo di momentaneo risveglio prima di tornare a “riposare” per altri sei mesi. Spunto che non riesce mai a generare la necessaria tensione, così come la claustrofobica missione intrapresa in seguito ad un guasto last-minute.

Nell’insieme una sceneggiatura lacunosa. Da vedere sicuramente ma senza aspettarsi niente di entusiasmante.

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