Red Riding 1974

Red riding 1974

Un giovane reporter d’assalto viene assegnato allo scomodo caso di un serial killer nonchè stupratore di bambine in una cittadina di provincia britannica.

Deve lavorare a stretto contatto con una riluttante polizia che non perde occasione per pestarlo quando invade i loro spazi. La situazione poi si fa ancora più pericolosa per lui quando comprende che molti dei testimoni hanno molto più da dire rispetto a quello che dichiarano ufficialmente e che in mezzo alla questione sta il cantiere di un grande centro commerciale gestito da uno dei più potenti immobiliaristi della zona.

Concepita per la televisione britannica e poi distribuita anche nelle sale cinematografiche, la trilogia del cappuccio rosso è composta da film veri e propri diretti con stile simile da tre registi diversi.

Il primo, ambientato nel 1974, è forse il più raffinato per ricostruzione, intensità e temi messi in campo. La violenza della polizia, tema ricorrente anche nei film seguenti, è davvero dura e non risparmia nulla allo spettatore.

Addirittura anche la rituale storia d’amore che deve coinvolgere il protagonista oltre che plausibile è anche coinvolgente. I toni sono decisamente quelli del noir classico mentre lo stile di regia e di fotografia è sporchissimo e bellissimo.
Ambienti sporchi per persone sporche coinvolte in storie sporche. Nessuno si salva tra i savi che prendono parte all’intricata storia.

Non c’è salvezza nè redenzione. Nonostante si tratti solo del primo episodio di una serie in tre film lo stesso questo Red Riding: 1974 ha la forza di trovare una conclusione alla prima parte degli eventi capace di tirare delle somme magari parziali ma comunque indipendenti dal resto della produzione. Nonostante uno stile visivo comune i tre registi hanno trovato ognuno un modo di applicare la propria personalità alla narrazione degli sporchi eventi a cavallo del cambio di decennio e in questo film il racconto morale è sporcato da tanti di quegli elementi da risultare irriconoscibile.

Assolutamente da vedere!

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